
*IF YOU REALLY LOVE ME, SAY YES! BUT IF YOU DON'T, DEAR, CONFESS! AND PLEASE DON' T TELL ME PERHAPS PERHAPS PERHAPS!*
A te, che mi hai accolto come una figlia ritrovata tra le tue antiche membra, calde e mai stanche.
A te, che mi hai fatto trovare l’amore e che poi me l’ hai strappato bruscamente.
A te, che mi hai visto mentire, che mi hai insegnato a piangere in silenzio e poi mi hai chiesto di urlare tra la folla.
A te, che riposi serena e sempre vigile sulle sponde del tuo fiume.
A te, che hai l’ odore di milioni di persone, di gomma sciolta, di acqua stagna, di erba bagnata, di finta sabbia, di polvere e di cielo coperto.
A te, che mi hai visto tradire e mi hai coperto le spalle come la più fedele delle amiche.
A te, che mi hai tentato con dei nuovi sapori, che mi hai cullato nell’ insonnia con una musica
dalla finestra.
A te, che mi hai insegnato ad andare al cinema da sola, ad apprezzare il rumore dei miei soli passi.
A te, che hai permesso che ci rubassero Achille, che mi hai accompagnata su una moto fino a Siena e mi hai messo su di un treno verso Roma.
A te, che mi hai fatto cantare a squarciagola in motorino la canzone di Pupo, che mi hai offerto per anni la colazione al bar da Delfina, gli aperitivi allo Strizzi e le cene al Bounty da Franca.
A te, che mi hai permesso di sbagliare, di tentare, di scrivere le mie cazzate sul muro della cucina e i mille bigliettini sul frigorifero.
A te, che mi hai fatto dare una festa stupenda e mi hai portato a bere le tisane al Melagodo.
A te, che mi hai sempre lasciata libera di uscire di casa a qualsiasi ora del giorno e della notte, che mi portavi da Bobo per un cornetto caldo alla nutella.
A te, che mi hai fatto tremare le gambe e per un bacio mi hai spinto giù dalle scale.
A te, che ti ho venduto tutto il mio oro pensando di farmi qualche soldo e invece poi mi sono comprata le sigarette.
A te, che ti preparo una cenetta con le lasagne e la torta di mele se mi presti il tuo toppettino nero da mettere con la gonna questa sera che viene Ale, che c’ era il Gori, che sabato arrivano Massi, Bubu, Jonny e Moreno, che forse passa il Leo, che viene a pranzo Emilia, che finalmente Marina è uscita dal bagno!
A te, che paghi l’ affitto a Giaky, che prima era il Mugnai, che forse Sandra è incinta e Lore ama ancora la Roby, che però sta col siciliano.
A te, che il Migliorini è aperto la domenica e lì ci lavora Elisa che ha litigato come al solito con Ricky.
Io più tardi faccio un salto anche da Stefan a comprare lo sturatutto e poi magari anche da Guidi che forse ha roba bella.
A te, che di tempo me ne hai fatto perdere tanto, che mi hai fatto ingrassare ma che sei talmente bella che tutto ti perdono.
A te, che per fare 100 metri a piedi in centro fai prima a prendere il 23 o il 32.
A te, che “il Merda” ti fa i panini più boni e unti del pianeta; a te che l’ università c’ è ma non la vedi mai.
A te, che mi lasci attaccare le foto dove voglio e anche le stelle che si illuminano al buio; a te che ti scrivo il buongiorno sulle persiane affinché tu possa leggerlo al mattino mentre aspetti l’ autobus e nell’ attesa guardi su, verso la mia finestra.
A te, che quel museo è una fregatura, molto meglio le Cascine.
A te, che hai per amica Vanda che raccoglie i panni quando cadono.
A te, che ridi fino alle lacrime e odi il gatto nero che spia dalla finestra.
A te, che se sali sulla lavatrice arrivi sul tetto della Snai e puoi pensare di organizzare un party anche all’ aperto.
A te, che i negozi sotto la stazione sono i più belli e che il letto finto giapponese sta per terra con una doga rotta e fa un rumore assurdo quando lo “usiamo” a turni, la notte.
A te, che la signora Fletcher ti aspetta a casa sua il sabato mattina per le pulizie ma tu non riesci mai a svegliarti in tempo.
A te, che se incontri Olly col buio, la sera, non lo vedi perchè è più scuro della notte.
A te, che mi hai fatto prendere una cotta per un uomo che voleva farsi prete.
A te, che per raggiungerti devo prendere quello stramaledetto treno.
A te, che conosci la storia infinita di Vania e Tonino e anche quella di Andrea, che sai che Nocciolino è un casoumano come molti altri, che Robert è un figo e che Vincenzo è un toro.
A te, che quando attraversi la strada c’ è Giuliano che ti saluta e se hai fame ti regala un fegatino.
A te, che conosci i fratelli Tozzi, Mathias e Matteo.
A te, che Aimone non è tutto a posto e che ha i parenti che hanno nomi di pietre preziose.
A te, che il Rosso è della Lega e il Fornera sempre un po’ sfigato.
A te, che Orsolia pesa davvero troppo e Ste suona il piano, fa la spesa al Penny, ha Peppuzzo come amico e chiude tutto a chiave.
A te, che il tuo belvedere è magico e ne ha viste tante, come quella panchina che conserva tutti i nomi dei nostri amanti.
A te, che il Barbe è tenero e il tuo canile aumenta.
A te, che Sonny io non lo volevo in casa invece tu me lo hai messo lì e ora smonta librerie e mi spezza il cuore.
A te, che è bello guardare il sole sorgere sul ponte coi lucchetti.
A te, che li hai pagati cari quei tortellini di Bologna! E che Gigetto è solo un sasso che sorride ma per te è molto di più.
A te, che David ha la sua Fernanda e allora io gli affitto la mia stanza e dormo un mese sul divano e solo io gli parlo e lui non capisce un cavolo, parla solo lo spagnolo.
A te, che gli anziani di Sarule sono quelli che vivono meglio e tutti noi ormai lo sappiamo.
A te, che la laurea della volpe è stata un lungo parto ma ce l’ abbiamo fatta.
A te, che il 29 giugno dovevamo festeggiare, invece poi alla fine me l’ hai fatta tu la festa.
A te, che leggi il giornale al contrario, partendo dalla fine.
A te, che se un uomo sa di fumo ...ma si, ma si è veramente un uomo!
A te, che nonna Zaira è proprio in gamba e ogni tanto ci cucina delle chicche e che mamma Toredda dice che l’ importante è la salute!
A te, che il tramonto visto su dal colle è l' ottava meraviglia del mondo.
A te, che i miei trucchi sono anche i vostri ma le vostre magliette non sono anche le mie perché non ci sto dentro.
A te, che sei un ghirino porta cacca, che porti "le orecchine" e che siete proprio "Mimì e Gogò".
A te, che ci vuoi 3 bustine di zucchero nel cappuccino al mattino con l’ otto di crema e marmellata, mentre volpina preferisce il salato e l’ estathè.
A te, che Desirè, Lopez e Olly sono fratelli o cugini ma hanno cognomi diversi.
A te, che ogni volta diciamo “basta con ‘sti casiumani, vogliamo solo tori”, ma poi tutti i peggio li troviamo noi!
A te, che la pizza è da Rocco e i suoi fratelli e io voglio il piercing come fosse un neo non mi frega se poi svengo!
A te, che i nostri vicini saltano sul divano la notte e non ti fan dormire.
A te, che esco un attimo che vado all’ internet point e torno tra due giorni.
A te, che il povero Palla l’ hai lasciato friggere sotto il sole.
A te, che ti dò 3 euro e ci compriamo 3 perizomi.
A te, che la hoop è grande ma hompro sempre i fasciolini hol salmone affumihato.
A te, che i mondiali me li vedo proiettati sulla torre in mezzo a duecento persone.
A te, che mi hai rispedito a casa con un grande calcio.
A te, che fai cambiare sempre idea ma poi tu non cambi mai.
A te, che se facciamo pace ti compro una composizione di palloncini.
A te, che mi hai donato la libertà che non cercavo e la solitudine che non volevo.
A te, che non sei più con me ma che nel mio cuore ci rimani.
A te, la mia seconda pelle.
A te.
Firenze.
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