lunedì 2 giugno 2008

VIA DORANDO PETRI N. 8


“Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno.”
(Giulia Carcasi)

E’ così, io sono di legno ed è per questo che lacrimo, di tanto in tanto, silenziosamente.

Isabella dice che ti amo ancora.
“Isabella mente” – Vorrei dirti – Vorrei….ma quando poi apro la bocca, non mi escono queste parole.

Non mi hai trovata, non ti ho cercato.
E’ stato come camminare ai bordi di un campo di grano, in una limpida notte d’ estate, quando il vento è caldo ma confortante e nelle orecchie si ha solo il riverbero lontano del verso del cuculo.
L’ odore era fortissimo, quasi fastidioso. Di pioggia che manca, di asfalto bollente, di terra.
Tornavo verso casa. Il mio passo era fermo ma allo stesso tempo frettoloso.
Forse sapevo che saresti arrivato tu, forse io no, ma il mio corpo già ti sentiva.
E’ capitato.
Prima di precipitarmi su di corsa per le scale, come ero solita fare, sulla soglia del portone mi sono fermata, chissà perché ho alzato la testa al cielo e ho visto la stella cadente più spettacolare del mondo!
Capita che ci arrivino dei segnali, capita. Avrei dovuto capirlo.
Non sapevo quello che sarebbe successo da quel momento in poi, non sapevo ancora che quella notte, proprio dopo la scia di luce riflessa nel mio sguardo, avrei trovato
l’ eterna inquietudine.

"Ti amo"-L' ho detto-
Ora vattene via da me...


1 commento:

Anonimo ha detto...

.........nulla accade per caso......