giovedì 2 ottobre 2008

IL GIORNO CHE E' MALATO


“No, sto scopando con delle parole...Ma vengo, ed è già qualcosa.
Mi stringo a lui, ma con le cosce sole.
E non sono più ansiosa.
La mente riposa... ha un po' di riposo...d'interno riposo... eterno riposo...”
(da Lezione d'amore )

Quello che più ami di me sono i fianchi.
Io lo so, lo sento, come sento te in mezzo a mille persone.
Li chiami voluttuosi, che solo la parola profuma di abbondanza.
I miei gemiti fanno da colonna sonora in questo giorno che non è mai nato.
Penso alla stanza 112 e ai suoi perché, all’ eclissi di sole in pieno giorno e a te che crei un volto con la cera sciolta delle candele consumate dal nostro respiro, affannato dall’ amore.
C’ era un grande specchio davanti a me, i tuoi occhi voraci dai quali non sono proprio capace di scappare.
Mi adorni le cosce con calze autoreggenti perché ti piace vedermi coi tacchi alti che ti graffiano mentre sei assorto dal tuo piacere.
Se potessi darti un altro nome ti chiamerei Monsieur Guepiere che suona bene in bocca, ha lo charm della lingua francese e potrebbe essere il nome di un uomo importante, di un personaggio famoso.

I want to change this kind of situation
Where is the key to see myself?
I’ m coming from nowhere…
I’ m coming from nowhere…
I’ m coming from nowhere…

Tra tutti i volti che mi passano accanto ogni giorno, io vedo te e solo te.
Ti posi leggero e discreto sulla mia finta innocenza come ape sul fiore e ti piace guardarmi sapendo che esiste un filo invisibile che ci tiene legati.
E’ il tuo sguardo che riesco a sentire nonostante la distanza che ci separa, è il tuo sguardo che cola addosso come un mantello di miele sulla mia carne nuda e passa attraverso le mura delle opinioni, del concetto del bene e del male e di ciò che è giusto o meno fare e dire.
Non mi importa più dover essere perfetta perché tu mi vuoi esattamente come sono e, cosa ancor più straordinaria, non fatico a lasciarmi andare a questo sentimento.
E’ così naturale sentirmi tua che penso di aver capito dove sta di casa la bellezza!
Piove e la vita ruba le forze.
Spilli negli occhi e nelle vene ogni volta che qualcuno ti ruba da me.
Vuoi osare?
Ama e pazienta.
Cancello l’ invidia, volto le spalle, metto un velo davanti agli occhi neri come la pece.
Allungo le dita, siamo tra amici, la chance come l’ amore arriva all’ improvviso!
Guardo il tuo quadro, so di non averlo dipinto eppure ho le mani sporche di tempera.
Esco da lì, ma ci rientro ogni volta che il mio cuore vuole raggiungerti.
Mi hai appena guardato e sussurrando mi hai detto: “Finalmente inizio ad essere qualcosa”.





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