martedì 18 novembre 2008

DI TUTTO IL SOLE CHE HO PERSO


Mi sono trovata a leccare l'asfalto.
Apro la bocca e respiro la pioggia di questo ormai freddo novembre.
La lingua si bagna di umori colorati e mi spio da un angolino scuro mentre ti bacio da un finestrino.
Le labbra attaccate ad una lastra di vetro. E' il profilattico del nostro amore??
Umidità di saliva e di miele, ti accarezzo anche con gli occhi.
Le tue grandi mani forse mi salveranno. Un giorno, se non ci sarà più questo giorno, io non potrò certo dimenticare.
La verità ci cambia inevitabilmente.
Un amico mi racconta la sua felicità e io rimango zitta ad ascoltare.
Non c è per tutti un pasto caldo ogni sera.
Mi manca salire su quel treno che mi ha sempre portata lontana. Stavo in silenzio, accanto a persone sconosciute che mi tramandavano la vita, ma sono scesa da quella corsa e ho iniziato a vivere la mia, di vita.
Ci voleva un pò di coraggio.
Ora sogno quegli occhi che, nascosti dietro a un velo, mi hanno sorriso come solo un bambino innocente può fare.
Vorrei aspettare trepidante il tuo rientro a casa, la sera, correrti incontro come se non ti vedessi da mesi, da anni, saltarti al collo e stringerti forte.
"Ti ho preparato la cena, spero che ti piaccia il mio esperimento... io ho una fame!! E tu?! Come è andata la giornata?"
Banale?
Può darsi.
Esci dal quadro che ho appeso a questo muro. Bendami e confondimi.
Ho i piedi gelati ma la nostra coperta è immensa e calda calda.

Di tutto il sole che ho perso....mi sei rimasto tu.


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